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La Basilica

L’attuale tempio, gioiello del barocco aragonese,  possiede enormi dimensioni proprie delle grandi costruzioni bizantine, elemento che gli conferisce una grande maestuosità e monumentalità.
La basilica è Monumento Nazionale dal 1904. Possiede il titolo di Basilica Minore (Maggiori  sono solamente le quattro della città di Roma) e quello di Cattedrale.

Il tempio è un autentico museo, una gioia del barroco aragonese, cosí per la sua architettura all'esteriore tanto per le opere che guarda al suo interno.

Il progetto esteriore fu avviato dal maestro saragozzano Felipe Sánchez, per poi passare nelle mani dell’architetto di Carlos II, Felipe Herrera el Mozo. Quest’ ultimo disegnò la pianta e costruì la facciata principale. Infine, toccherà al maestro Ventura Rodriguez dare alla basilica l’aspetto attuale, rimodellando la silhouette mediante l’aggiunta di torri e cupole. Il retablo ubicato nel centro della facciata esteriore, corrisponde al autore aragonese Pablo Serrano, inaugurato nel 1969.

Il resultato finale è un imponente palazzo per il volume e magnitudine del concetto, per la policromia delle cupolle, per l'eleganza della architettura e per le singolari forme e linee.

La basilica ès Monumento Nazionale da 1904. Ha il titolo di Basilica Menore (soltanto sono Basilichea Maggiori le quattro che sono a Roma) da 1948 è il di Cattedrale da 1675.

L’interno, solenne e di gran belleza, accoglie opere molto importanti, come la pala plateresca dell’altare maggiore, realizzata da Damiant Forment, il Coro Maggiore (costituito da ringhiere, stalli ed organo)o le belle pitture delle cupole realizzate dal geniale Francisco Goya.
Le pitture di Goya che si possono contemplare costituiscono un valido esempio di rappresentazione dedicata alla devozione religiosa. L’”Adorazione del nome di Dio” è un affresco di chiara influenza italiana, dalle linee morbide. “Regina Martyrum” invece è un’opera innovatrice e ricca di immaginazione, molto espressiva, una delle opere religiose più importanti di Goya che contribuirà al suo coronamento definitivo come “ grande della pittura”. Curiosamente, appena terminato il lavoro, Goya ricevette dure critiche per quest’opera.  
Un altro dei luoghi più segnalati all’interno della basilica è l’ Humilladero, dietro la Santa Cappella, una cavità che lascia scorgere la Santa Colonna: i fedeli vi si inginocchiano per baciarla.  Il gesto della genuflessione fu compiuto dal Papa Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1984.

Il Coro Maggiorel'HumilladeroLe pitture di Goya "Regina Martyrum"

 


 


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